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CinecittÓ-Luce
L'Archivio Scala

Chi Siamo? Lĺarchivio SCALA in 10 punti

  1. Archivio Fotografico SCALA. Un'eccezionale collezione di immagini di Opere d'Arte
  2. Quali musei gestisce l’archivio SCALA?
  3. L’Archivio SCALA è anche storia e cinema
  4. Quante immagini contiene l’Archivio SCALA, e quali sono i suoi canali di distribuzione?
  5. Perché i musei si affidano all’archivio SCALA per la vendita dei diritti di riproduzione delle loro opere?
  6. Quali vantaggi offre SCALA a chi cerca illustrazioni?
  7. Quando e perché è nato l’Archivio fotografico, e perché si chiama SCALA?
  8. Come funzionano il sito web e le ricerche multilingue di storia dell'arte?
  9. Che cos’è Scala Group?
  10. La storia di SCALA

Scala Archives - Archivio Fotografico Scala - Un'eccezionale collezione di immagini di Opere d'Arte

L'Archivio Fotografico Scala è la più importante e ricca raccolta di riprese fotografiche di opere d'arte, con immagini provenienti da tutto il mondo, da tutte le epoche e tutti i generi artistici: pittura, scultura, architettura, archeologia, oggetti dal mondo antico e da quello contemporaneo, arti decorative, fotografia, design, costume etc.. Questa fonte impareggiabile di file digitali in altissima qualità e risoluzione (derivanti in gran parte dai suoi celeberrimi fotocolor) è disponibile per la riproduzione, su licenza ad uso singolo, per ogni tipo di media.
Prezioso intermediario fra i musei e le imprese editoriali, Scala Archives offre oggi un servizio ed una competenza unici ai propri clienti e ai propri fornitori.

Scopo dell’Archivio fotografico  è divulgare, con una forte impronta culturale, la conoscenza e lo studio delle opere d'arte. L'arte italiana ne costituisce il nucleo, ma l'Archivio Scala contiene migliaia di opere di prima qualità provenienti dal resto dell'Europa, dagli Stati Uniti, dalla Russia, dal Medio ed Estremo Oriente e dall'Africa.

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Quali musei gestisce l’archivio Scala?

L’Archivio Scala è proprietario a pieno titolo delle immagini, oppure agente ufficiale, delle più importanti collezioni d’arte, costume, fotografia e storia del mondo. Per non citare che qualcuna delle sue circa 9.000 ubicazioni: i Musei di Stato Italiani, i Musei Vaticani, la Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino, l’Archivio Cinecittà/Luce, i Musei di Stato tedeschi (Berlino, Dresda, Monaco, ecc.), il Kunsthistorisches Museum di Vienna, il Louvre, il Musée d’Orsay e il musée du quai Branly di Parigi (in esclusiva mondiale), la Banque d’Images d’arte moderna e contemporanea francese ADAGP, il Museo Pushkin di Mosca, l'Ermitage e il Museo Statale Russo di San Pietroburgo, la National Gallery e il Victoria & Albert Museum di Londra, il National Trust del Regno Unito,  il Museum of Fine Arts di Budapest, il Museu Gulbenkian di Lisbona, il Museo Munch di Oslo, il Prado e il Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid, la Kyoto International Culture Foundation e molti altri.
Negli Stati Uniti hanno scelto di essere rappresentati dall’Archivio Scala il MoMA - The Museum of Modern Art, NY (in esclusiva mondiale) il Metropolitan Museum of Art (in esclusiva in gran parte d’Europa), il Museum of Fine Arts di Boston, il Philadelphia Museum of Art, lo Smithsonian American Art Museum di Washington, la Yale University Art Gallery di New Haven, il Los Angeles County Museum of Art, il Wadsworth Atheneum di Hartford, la Pierpont Morgan Library, la Neue Galerie, il Cooper Hewitt National Design Museum di New York e numerosi altri.

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L’Archivio Scala è anche storia e cinema

L’Archivio Scala dal 2010 rappresenta tutto il patrimonio fotografico dell’archivio Cinecittà-Luce. Ovvero oltre 3 milioni di immagini che formano una documentazione eccezionale su tutto il Novecento italiano.
Attraverso le immagini si vedono i cambiamenti politici e sociali dell’Italia dal 1919 fino al 1965. Dall’avvento del fascismo al suo declino e la nascita della repubblica. L’Italia che risorge dalle rovine lasciate dalla seconda guerra mondiale fino alle dive di via Veneto e della Dolce Vita.
Inoltre con gli archivi Dufoto e AGF si arriva fino alla cronaca dei nostri giorni.

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Quante immagini contiene l’Archivio Scala, e quali sono i suoi canali di distribuzione?

L'Archivio Fotografico Scala comprende oggi circa 300.000 immagini che rappresentano altrettante opere d'arte e d’architettura, paesaggi, monumenti, costume e fotografia d’autore, storica, antropologica, di viaggi  ecc. I suoi fondatori erano ben lontani dall'immaginare che il loro originario sogno si sarebbe materializzato in un archivio d'arte di livello mondiale, considerato la più importante raccolta d'arte del mondo, capace di combinare qualità e completezza, con personale poliglotta e uffici a Firenze, Londra e Parigi, e agenti a New York, Tokyo, Seoul, Sao Paulo.

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Perché i musei si affidano all’archivio Scala per la vendita dei diritti di riproduzione delle loro opere?

La funzione principale delle istituzioni museali è altra rispetto alla distribuzione delle immagini, e quindi le stesse non riescono a soddisfare le richieste di velocità ed efficienza da parte del mercato se non creando un’organizzazione ad hoc che i ricavi di vendita difficilmente compensano.
Un’azienda come Scala, specializzata in servizi di “licensing” di immagini museali, riesce ad affiancare alla qualità delle immagini la rapidità del servizio e la trasparenza degli adempimenti amministrativi o di legge, quali la richiesta di una concessione al museo per un utilizzo particolare o l’assolvimento dei diritti d’autore per le opere in copyright. Ai musei, istituzioni, collezioni d’arte e fondi fotografici viene così assicurato un incremento decisivo dei proventi dai diritti di riproduzione a costo zero (vedi Servizi ai musei), da una parte aumentando la visibilità delle immagini e di conseguenza le loro vendite, dall’altra assumendo in toto tutti i  costi di struttura, incluso il recupero crediti.

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Quali vantaggi offre Scala a chi cerca illustrazioni?

  • un’offerta di migliaia di immagini che si incrementa quotidianamente, sia di  best-seller, sia di opere d’arte meno conosciute
  • risparmio di tempo e di costi concentrando la ricerca iconografica in un solo sito
  • una struttura dedicata, esperta e multilingue
  • standard di qualità che consentono una riproduzione nitida in qualsiasi formato, da un interno libro a una gigantografia per arredamento
  • convenienza delle tariffe e flessibilità delle condizioni di pagamento
  • rapidità di evasione degli ordini e monitorato di immagini HR 24 ore su 24
  • servizi di ricerche storico artistiche su misura e nuove idee per piani editoriali
  • nessun rischio di causa per violazione del diritto d’autore grazie all’assistenza di Scala nell’assolvimento del copyright dell’artista, del fotografo e/o dei diritti del proprietario dell’opera, con risparmio dei tempi e dei costi di ricerca degli aventi diritto

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Quando e perché è nato l’Archivio fotografico, e perché si chiama Scala?

SCALA Istituto Fotografico Editoriale S.a.S. nasce a Firenze nel 1953, fondato da due giovani studenti di storia dell’arte con la passione per la fotografia, John Clark e Mario Ronchetti, incoraggiati  e sostenuti dal loro celebre professore Roberto Longhi. Quando ancora persisteva la tendenza ad attribuire maggiore importanza alla resa dei valori plastici, considerando il colore un elemento quasi accessorio, l’idea innovativa di Longhi fu invece quella di fotografare professionalmente le opere d'arte, inclusa l’architettura, per la prima volta a colori, e mettere tali immagini a disposizione del mondo editoriale per favorire lo studio delle opere d’arte.
La società trovò nella commercializzazione editoriale i mezzi necessari per provvedere alla copertura delle spese per le campagne fotografiche. A questo intento era strettamente connessa la scelta, allora pionieristica, di lavorare esclusivamente su pellicola a colori e di produrre diapositive di grande formato (fotocolor 13x18 e 20x25 cm.) valide per la riproduzione a stampa.
Per tenere sotto controllo le possibili alterazioni del colore, furono adottati accorgimenti quali l’impiego della scala colore e della scala dei grigi (Kodak Color Control Patches), targhette che, poste accanto all’opera da fotografare, costituiscono un riferimento cromatico standardizzato per valutare la variazione dei colori nel tempo. Con l’aiuto di questo parametro di riferimento è possibile intervenire ad esempio sul viraggio in rosso della pellicola, attenuandolo con maschere (oggi col fotoritocco digitale) che ristabiliscono l’equilibrio tra gli strati ciano e magenta della diapositiva. È proprio in riferimento all’adozione sistematica della scala colore che la società sceglie la propria denominazione.
Oggi possiamo constatare come questa si sia rivelata una scelta lungimirante, ma all’epoca pochi avrebbero accettato di scommettere sulla fedeltà e sulla durata delle foto a colori, in particolar modo  per quanto riguarda la riproduzione di opere d’arte. Il laboratorio fotografico Scala si situa ancora oggi fra i massimi esperti nel restauro e fotoritocco di pellicola e i fotografi Scala sono i migliori nella fotografia documentaria d’arte.

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Come funzionano il sito web e le ricerche multilingue di storia dell'arte?

Il patrimonio dell'archivio è stato interamente digitalizzato e tutte le sue immagini, sono disponibili on-line. Le immagini sono protette da utilizzi non autorizzati con watermark elettronici rintracciabili. I clienti e gli studiosi possono ottenere libero accesso alle immagini registrandosi sul sito.
Il sito nasce bilingue (italiano/inglese), quindi si è proceduto a suo tempo alla traduzione in inglese di tutte le didascalie, costituite da autore, titolo e ubicazione; con l’aggiunta della versione francese (dove le presentazioni e i testi esplicativi sono in francese, ma le didascalie sono in gran parte in inglese) e di fondi fotografici in tedesco e in  francese, Scala ha recentemente optato per una soluzione più rapida rispetto a un lungo e complesso lavoro di traduzione a tappeto, ossia l’adozione di un innovativo motore di ricerca multilingue che traduce direttamente le parole chiave cercate in tutte le lingue presenti nella banca dati.
Dai risultati della ricerca e’ possibile, una volta abilitati, scaricare file in alta risoluzione dal sito. Si possono in alternativa effettuare ordini on-line, ricevendo i file di immagini tramite e-mail, FTP, http.
Grazie ad un sofisticato programma di ricerca ad uso interno, chi si trovi a ricercare immagini relative a un personaggio o a un avvenimento, oppure a dover illustrare un tema qualsiasi (sia esso la Madonna col Bambino, la rivoluzione francese o il gatto), ha a disposizione un vocabolario di 7000 parole chiave. I clienti possono usare anche il servizio gratuito di ricerca tematica fornito dagli esperti iconografi dell'Archivio (firenze@scalarchives.com ).
Il catalogo viene aggiornato ogni settimana per inserire nuove campagne fotografiche e acquisizioni selettive.
L'accesso al sito è libero, ma chi si registra (la registrazione è gratuita) ha indubbi vantaggi operativi (vedi Perche registrarsi?).

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Che cos’è Scala Group?

Scala Archives fa parte di Scala Group SpA, un gruppo attivo a livello italiano e internazionale nel settore delle immagini e dell’editoria d’arte e,  più recentemente, in quello della formazione.
Le divisioni  che fanno parte del Gruppo Scala, oltre a Scala Archives, sono Scalabooks e E-ducation.it.

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La storia di SCALA

2010

  • Scala diviene agente ufficiale dell’Archivio Cinecittà-Luce, del Museu Gulbenkian e del CAM /Centro de Arte Moderno di Lisbona, della raccolta di immagini di storia americana di WGBH di Boston, parte di Media PBS, il più grande produttore TV degli Stati Uniti; della Wallace Collection di Londra (come agente ufficiale per l’Italia), dell’agenzia Gaspart di Parigi (foto in prevalenza da musei francesi).

2009

  • Scala diviene agente ufficiale della National Gallery di Londra, del Museo di Belle Arti di Budapest, del National Trust del Regno Unito, di AGF - Agenzia Giornalistica Fotografica (luoghi d’arte, politica e cultura in Italia), di ANSA (luoghi d’arte, politica e cultura in Italia), di Cameraphoto (il più importante archivio fotografico su Venezia), dell’agenzia fotografica Dufoto (storia dell’Italia dagli anni ’50 ai nostri giorni), di Marie Mauzy (arte Greca classica), di Nativestock Pictures, Idaho, USA (Indiani d’America), di Yonatan Frimer, (disegnatore israeliano), e agente fuori dall’Italia di Andrea Jemolo (architettura e arte mondiali).
  • Il musée du quai Branly di Parigi rinnova l’appalto esclusivo e mondiale a Scala per altri 5 anni.
  • Il Metropolitan Museum of Art affida a Scala la distribuzione esclusiva per l’Europa (con l’eccezione di Francia e Germania).
  • Nuovi musei USA tramite Art Resource Inc. con mandato di distribuzione in Europa: LACMA (Los Angeles County Museum of Art),  Wadsworth Atheneum, Hartford (CT), Munson Williams Proctor Art Institute/Utica (NY), Neue Galerie e Cooper-Hewitt-National Design Museum, New York, Albright Knox Art Gallery di Buffalo (NY).

2008

  • Scala apre un ufficio a Parigi, e due desk a Firenze, l’uno rivolto ai paesi di lingua tedesca e l’altro ai paesi di lingua spagnola.
  • Scala diviene agente ufficiale della Fondazione Museo Egizio di Torino e del Museum of Fine Arts di Boston.
  • Scala estende la distribuzione del Victoria & Albert Museum a FRANCIA, SVIZZERA e BELGIO.
  • Scala estende la distribuzione di Bpk a vari paesi del nord Europa. Al materiale Bpk già disponibile si aggiungono altri musei dalle Staatliche Kunstsammlungen Dresden e dalle Bayerische Staatsgemäldesammlungen di Monaco, fra le quali la Alte und Neue Pinacothek.
  • Nuovi musei USA tramite Art Resource Inc. con mandato di distribuzione in Europa: McNay Art Museum, Frank Lloyd Wright Foundation, Kimbell Art Museum.

2007

  • Viene inaugurato il nuovo sito web, con la possibilità di effettuare il download di immagini in alta risoluzione.
  • Scala diviene rappresentante ufficiale del Metropolitan Museum of Art di New York, del Victoria & Albert Museum, dell’archivio De Agostini, della Kyoto International Culture Foundation, della Yale University Art Gallery.

2006

  • Il MoMA di New York rinnova l’accordo del 2002 rendendolo totalmente esclusivo.
  • SCALA inizia a fotografare con dorso digitale.
  • SCALA vince la gara d’appalto contro altre due agenzie francesi per la gestione del fondo di immagini del nuovo musée du quai Branly, Parigi, il più grande museo del mondo di arte non occidentale e di antropologia.
  • La Banca d'immagini di ADAGP, Parigi (l'Archivio d'immagini creato dalla Società Nazionale di Diritto d'Autore Francese, per meglio dire la SIAE/OLAF Francese) sceglie SCALA come suo rappresentante mondiale esclusivo (eccetto che in Francia, USA e Giappone).
  • Il Ministero dei Beni Culturali italiano rinnova il contratto con SCALA per la distribuzione delle immagini di tutti i musei ed i luoghi d’arte italiani.
  • SCALA ha più di 5.000 clienti attivi in oltre 100 paesi e 20.000 utenti web registrati.
  • E-ducation.it lancia il libro d’arte in edicola e diviene rapidamente leader della distribuzione di libri e multimedia di arte e cultura come prodotti collaterali a giornali e periodici.

2003-2005

  • SCALA firma un accordo con Heritage Image Partnership, un consorzio di 12 illustri musei del Regno Unito, fra i quali la British Library e il British Museum.
  • Bildarchiv Preussischer Kulturbesitz, l'agenzia dei Musei di Stato Tedeschi, Berlino, firma un accordo di rappresentanza incrociata con SCALA in Italia, Gran Bretagna e Spagna, e reciprocamente in Germania, Austria e Svizzera.
  • Il Philadelphia Museum of Art affida, tramite Art Resource Inc. la distribuzione in Europa a Scala.

2002

  • Il Museo d'Arte Moderna, MoMA, di New York, sceglie SCALA come rappresentante mondiale dei diritti sulle proprie immagini (accordo rinnovato nel 2005), continuando a fornire immagini soltanto  per le pubblicazioni di altri musei suoi partner: il MoMA è il primo museo ad offrire a fini di riproduzione esclusivamente file ad Alta Risoluzione, e questo accelera lo spostamento della clientela Scala verso un flusso di lavoro in digitale.
  • Il Ministero dei Beni Culturali italiano nomina SCALA proprio concessionario per le immagini che rappresentano opere d'arte in tutti i musei (oltre 600), le bibilioteche, gli archivi e i siti dello stato italiano.

1999

  • SCALA Istituto Fotografico Editoriale si fonde con ACTA per creare Scala Group S.p.A.
  • Costituzione della società E-ducation.it S.p.A., dedita allo sviluppo di progetti strategici di formazione e alla realizzazione di sistemi formativi, strumenti e servizi mirati per aziende pubbliche e private e altre istituzioni. E-ducation.it è un partner qualificato nella progettazione di soluzioni per la formazione a distanza, il content management e il knowledge management.
  • Attraverso il proprio agente americano Art Resource, SCALA diventa il rappresentante europeo di numerosi Musei degli Stati Uniti, come la Pierpont Morgan Library di New York e lo Smithsonian American Art Museum di Washington.

1997-1998

  • Il laboratorio di SCALA si dota di uno scanner in alta risoluzione e di un film recorder Kodak per scansionare fotocolor virati in rosso, a 1000 dpi 1/1, con lo scopo di stampare fotocolor corretti cromaticamente che ritornano commerciabili e di archiviarne il file -  il mercato non è ancora pronto a maneggiare file in alta risoluzione per la stampa.

1995-1997

  • Creazione di Scala Visual Information System, un software di gestione realizzato su misura per digitalizzazione, indicizzazione, ricerca d'immagini, spedizione, fatturazione e statistiche.
  • Attivazione on-line di tutto il catalogo della collezione in bassa risoluzione.

1993

  • Acquisizione di ACTA S.p.A., una piccola società di IT, che permette a Scala di essere il primo archivio di opere d'arte a convertirsi in digitale.

1986-89

  • Progressiva acquisizione della società da parte degli attuali azionisti.
  • Il laboratorio fotografico di Scala si specializza nello sviluppo di fotocolor in grande formato, e nel restauro analogico delle pellicole virate.

1968

  • Inizio dell'attività editoriale turistica di SCALA, con la nascita di una serie di monografie riccamente illustrate su artisti italiani e di guide di musei in varie lingue.

1958-67

  • Lancio della produzione di diapositive da proiezione nel settore delle arti, scienze e turismo. Prime collaborazioni con grandi editori europei e statunitensi.

1957

  • Dopo un iniziale periodo di sperimentazione su varie pellicole, alla ricerca di un supporto che garantisse una resa del colore soddisfacente, è stata scelta la pellicola Kodak, abbastanza sensibile nel rendere le sfumature e le variazioni chiaroscurali, ma purtroppo un po’ delicata dal punto di vista della stabilità. D’altra parte tra le pellicole adottate in precedenza, ad esempio la ANSCO, che si è dimostrata effettivamente stabile nel tempo, aveva il limite di restituire colori di tonalità più fredda del reale e tendeva ad appiattire il rilievo.
  • A seguito di campagne su base prevalentemente locale, arrivano i primi grossi incarichi fotografici in Europa, in musei e centri artistici, in cooperazione con il Ministero della Pubblica Istruzione, allora responsabile anche per i Beni Culturali, e con le pubbliche amministrazioni ed i collezionisti privati.

1953

  • SCALA ISTITUTO FOTOGRAFICO EDITORIALE S.A.S. viene fondato a Firenze su iniziativa di Roberto Longhi, il celebre storico dell'arte italiano. Il suo scopo è quello di fotografare professionalmente le opere d'arte (dipinti, affreschi, scultura, architettura, ecc.) per la prima volta a colori, e di mettere tali immagini a disposizione del mondo editoriale.



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